Excerpt for Sindrome Shopping by Marco Betti Delgado, available in its entirety at Smashwords


Sindrome Shopping


Marco Betti Delgado



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© 2012 Marco Betti Delgado

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Indice


Introduzione

Capitolo 1: Lo shopping compulsivo

Capitolo 2: Normalità e patologia

Capitolo 3: Il profilo soggettivo

Capitolo 4: I sintomi preoccupanti

Capitolo 5: Rimedi e cure

Bibliografia




INTRODUZIONE

Lo shopping compulsivo rappresenta un argomento di crescente interesse sia nell’ambito della letteratura medico-scientifica, che in quello delle ricerche sui comportamenti di consumo. Oltre lo shopping tradizionale effettuato nei negozi, oggi sono offerte al pubblico delle forme rivoluzionarie per fare acquisti: lo shopping online, le aste online, le vendite tramite canali televisivi, quelle telefoniche e via dicendo. Gli esperti che hanno studiato il fenomeno parlano di una nuova forma di patologia, una "dipendenza senza prodotto" o anche "una tossicodipendenza senza droga". Secondo studi recenti, questa patologia consiste in un’ossessione da acquisti, un bisogno di fare delle spese frequenti e ripetute di oggetti spesso inutili o che superano le proprie capacità finanziarie. In questa pubblicazione vengono esaminati i caratteri generali del fenomeno, tenendo conto delle scoperte e degli apporti più recenti che possono aiutare il lettore ad individuare una linea di demarcazione tra acquisto normale ed acquisto patologico, per passare, quindi, all’individuazione del profilo soggettivo dello shopper affetto da tale quadro psico-patologico. La trattazione segue con la disamina dei segnali e dei sintomi in presenza dei quali si può ravvisare la “sindrome”, per giungere infine agli accorgimenti e rimedi che è possibile adottare mediante semplici tecniche esperibili in self-help, prima di iniziare un vero e proprio percorso terapeutico. Giova in ogni caso ricordare, anche al fine di una adeguata fruizione di questo modesto contributo, che la sindrome da shopping compulsivo è un fenomeno che rientra nel campo delle “nuove dipendenze”e presenta molti aspetti che risultano ancora aperti e controversi, se non del tutto inesplorati, rispetto ai quali si avverte l’esigenza di rinvenire nuovi strumenti interpretativi che favoriscano un approccio interdisciplinare.



Capitolo 1

LO SHOPPING COMPULSIVO


La dipendenza dagli acquisti, definita anche shopping compulsivo, è un disturbo psicologico e comportamentale caratterizzato dalla tendenza a realizzare un desiderio improvviso ed irrefrenabile all’acquisto. Questa dipendenza descritta per la prima volta da Kraepelin nel 1915 come "mania di comprare" o "oniomania"è connotata da peculiari caratteristiche che la distinguono dalla “normale” attività del comprare tipica anche del diffuso atteggiamento consumistico proprio della nostra società moderna.

La compulsione viene identificata come un comportamento ripetitivo (lavarsi continuamente le mani, riordinare o controllare) o un'azione mentale (ad esempio contare, ripetere mentalmente delle parole), una sorta di coercizione psichica, un atto che non si può fare a meno di compiere. Alla base di questa dinamica psicologica vi è l’esigenza di pervenire alla mitigazione di un disagio di vivere ed è un campanello di allarme di una condizione psicopatologica latente. La spinta dalla quale nasce la compulsione non è il desiderio di provare piacere, ma l'intento di proteggersi da una determinata paura come in una sorta di rito propiziatorio. Oggi, dopo averne descritte le caratteristiche psicologiche, se ne è studiata la neurobiologia e si cominciano ad evidenziare alterazioni del sistema della serotonina, ed in particolare variazioni della proteina che trasporta e consente il miglior funzionamento di questo neurotrasmettitore, simili a quelle già riscontrate nella cleptomania ed in alcuni disturbi ossessivi. Alcuni ricercatori, cercando di evidenziare le basi neurobiologiche di tale fenomeno, sono giunti alla conclusione che lo shopping convulsivo è causato dal cattivo funzionamento dell'attività della serotonina (la molecola che controlla il tono dell'umore ed i comportamenti impulsivi), che provoca l'esigenza di soddisfare un bisogno irrefrenabile. Per questi soggetti, l'acquisto è in grado di creare un'esperienza piacevole, molto simile a quelle provata da chi fà uso di droghe, ma una volta esaurito l'effetto si ricade nello status quo ante, ed in molti casi l’oggetto acquistato, non corrispondendo ad un bisogno effettivo, diviene fonte di turbamento e delusione. A questo punto, per recuperare la felicità perduta si è spinti nuovamente comperare, creando così un circolo vizioso che ha, come principale effetto, quello di spendere sconsideratamente, con la conseguenza che sempre più spesso il turbamento viene accompagnato dal rimorso. Infatti, vista l'inutilità degli oggetti comprati, la persona prova un senso di colpa e di pentimento che la fà sentire in uno stato peggiore del precedente. Alcune persone credono che, attraverso lo shopping ed il successivo possesso degli oggetti, possono avvicinarsi a quei modelli illusori, inseguiti nel tentativo di compensare le proprie insicurezze ed i problemi di autostima. L'acquisto irrefrenabile oltre ad essere un tentativo di colmare la propria solitudine interiore può essere un modo per scaricare la tensione psicofisica in eccesso. L'atto di acquisto in sé stesso considerato ha funzione consolatoria, compensatoria e rilassante, i cui effetti benefici, però, tendono rapidamente ad esaurirsi, perché l'oggetto acquistato risulta inutile o quasi e si finisce per contare le ore che separano dal prossimo acquisto; un po’ come avviene nel giocatore perdente che cerca di rifarsi. La persona sente un forte bisogno di acquistare oggetti di qualsiasi genere, anche attraverso internet. Molti di questi oggetti, se non tutti, sono inutili, non necessari alla persona stessa e scarsamente desiderati. Questo forte bisogno viene identificato come una compulsione e come tale viene agita per placarne la sensazione sottostante. Lo shopping compulsivo a differenza di altre compulsioni, ha come sensazione dominante il piacere. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, ovvero che il piacere sia dato dall’oggetto, questo è dato dall’atto dell’acquisto puro e semplice. Generalmente sono i familiari o le conseguenti difficoltà economiche a spingere la persona che presenta questa difficoltà ad intraprendere un percorso psicoterapico. Le persone che soffrono di questa dipendenza, in effetti, cercano negli acquisti una consolazione al loro malessere ed attribuiscono agli oggetti da acquistatre delle virtù simboliche, che a volte rasentano il mondo del magico (il profumo o il rossetto che rende sexy ed irresistibili, l'abito che rende le forme ideali e desiderabili, ecc.). Nella maggior parte di questi casi.il momento d'esaltazione è seguito dalla delusione: riprende la ricerca sfrenata dell'oggetto salvifico e inizia un circolo vizioso. Infatti, vista l'inutilità degli oggetti comprati, la persona prova un senso di colpa e di pentimento che la fà sentire in uno stato peggiore del precedente.

Spesso questa dipendenza è sintomo di una depressione latente che si proietta, attraverso complessi processi di compensazione asimmetrica, nel desiderio irrefrenabile di comprare oggetti sempre più costosi, e spesso senza un motivo preciso. I soggetti più predisposti sono le persone con scarsa autostima di sé, insoddisfatte, nelle quali conflitti latenti ed irrisolti hanno creato un profondo blocco emotivo aprendo le porte alla solitudine interiore. Si tratta di persone per le quali la soddisfazione degli acquisti, apre una parentesi dove inscrivere una autogratificazione momentanea. Per altro verso, questa sindrome si manifesta anche in alcuni soggetti narcisisti ed istrionici. I primi sempre alla ricerca di qualcosa di originale e continuamente ossessionati dal desiderio di rinnovare la propria immagine; i secondi sempre alla ricerca di qualcosa di sensazionale e appariscente per soddisfare il loro bisogno di stare al centro dell’attenzione. A rischio di cadere in questa specie di malattia è anche chi ha subito esperienze negative nell’infanzia magari legate a ristrettezze economiche, dove la persona adulta deve soddisfare alcuni desideri rimasti insoddisfatti nell’età infantile.



Capitolo 2

NORMALITA’ E PATOLOGIA

Il comportamento d’acquisto nel disturbo da shopping compulsivo subisce numerose trasformazioni rispetto ai processi di scelta ragionata osservati in condizioni normali di acquisto.

Normalmente, infatti, l’acquisto è guidato da alcuni bisogni, da atteggiamenti e preferenze personali, mediate da norme soggettive legate all’approvazione dei familiari ed amici, da credenze sul controllo del comportamento d’acquisto e dal comportamento passato, tutti elementi che concorrono nella determinazione dell’intenzione di acquistare.


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